Il principio di Pavlov

Lunedì, 14 Gennaio 2008 ore 11 e 54 Scritto da Alessandro Brollo

Nel condizionamento classico la chiave per l'apprendimento della leggerezza

Il rilassamento e l'attenzione possono avvenire solo se il Cavallo risponde ad Aiuti leggeri. Durante l'addestramento il cavallo impara a rispondere ad aiuti leggeri se sono dati immediatamente prima di pressioni motivanti più forti. Quando si insegna un nuovo segnale, il nuovo segnale deve apparire appena prima e durante l'aiuto leggero.

    Il principio di Pavlov copre tutto quello che riguarda l'addestramento del cavallo a rispondere agli aiuti leggeri, compresi quelli di Assetto, di peso e di posizione. Esiste una scienza consolidata sull'addestramento di cavalli e altri animali ad agire in base a segnali precedentemente neutri, e Ivan Pavlov (1849 1936) con una piastra di vetro applicata a una larga apertura della gabbia toracica fino allo stomaco, in modo da permettergli di osservare in prima persona il processo digestivo. Dava al cane un estratto di carne in modo di osservare cosa succedeva nello stomaco durate la salivazione e la digestione. Tuttavia nel corso dell'esperimento notò che il cane iniziava a salivare sempre prima in ogni sessione - il cane cominciava ad "anticipare" il cibo. Ora, la maggioranza di noi si accontenterebbe di spiegare questa anticipazione con sè stessa, ma Pavlov era determinato a scavare più a fondo. Voleva capire cosa fosse in realtà questa "anticipazione" - svelare il meccanismo deterministico dietro questa "anticipazione". Negli umani e forse anche in qualche specie animale poteva coinvolgere una qualche forma di visualizzazione mentale dell'evento atteso, ma si trattava sempre di questo? Ed era necessario che fosse così? Pavlov scoprì che c'erano alcune precise regole che governavano il modo con cui gli animali imparano ad associare uno stimolo precedentemente neutro con una particolare risposta. Scoprì che le relazioni temporali che intercorrevano fra il segnale luminoso e lo stimolo già noto era critico.

    RELAZIONI TEMPORALI DELLE ASSOCIAZIONI
    Pavlov scoprì che nuovi segnali devono essere somministrati appena prima o contemporaneamente a un segnale innato o precedentemente appreso. Per esempio, se un cavaliere desidera addestrare il proprio cavallo all'aiuto vocale "whoa", la parola dovrebbe essere pronunciata immediatamente prima e contemporaneamente l'applicazione del segnale di redine "ferma". Più la parola segue l'aiuto di redine, meno il cavalo impara l'aiuto verbale. Il cavaliere deve anche ricordare che poiché il cavallo non capisce cosa significa la parola "whoa", ma la impara come segnale, dev'essere sempre pronunciata con lo stesso tono ed altezza. Gridare "whoa" non farà fermare il cavallo più velocemente, è solo il tono appreso che ha un significato per il cavallo. Nel dressage gli aiuti vocali non sono utilizzati. Piuttosto, quando il cavallo ha imparato a rispondere ad aiuti di redine e/o di gamba più leggeri, diventano più consapevoli delle associazioni con variazioni di assetto e di peso che naturalmente avvengono insieme agli aiuti di redine e di gamba se la posizione del cavaliere è corretta. Queste risposte sono apprese attraverso il Condizionamento classico poiché gli aiuti di assetto e di peso cadono appena prima e contemporaneamente agli aiuti di redine e di gamba. Analogamente durante l'addestramento del cavallo alla longe, il cavallo impara a rispondere agli aiuti vocali. Tuttavia il fatto che l'addestratore abbia bisogno di tenere la frusta lunga in mano testimonia il fatto che il condizionamento classico ha un effetto piuttosto fragile. L'associazione degli aiuti di voce, di assetto e di peso è facilmente dimenticata e richiede di essere rinfrescata con gli aiuti primari di redini e di gambe e, nel caso del lavoro alla longe, della frusta.

    Il lavoro di Pavlov ha suggerito che il condizionamento classico non richiede nell'animale alcun tipo di visualizzazione o di comprensione di u evento futuro per funzionare - semplicemente richiede che l'ordine di presentazione sia quello giusto. È questo il motivo per cui il condizionamento classico può essere documentato  altrettanto bene nei Vermi o nelle mosche e nell'uomo. Se il rumore dell'acqua che scorre vi fa venire voglia di andare al bagno, quello è condizionamento classico. Se rispondete ai semafori e agli altri segnali stradali in modo inconsapevole, semplicemente facendolo -  è condizionamento classico. La vita degli animali è piena di associazioni che si sono formate e che si stanno formando fra vari segnali ed eventi. L'acquisizione di segnali che predicono gli eventi rende la vita prevedibile e controllabile dagli animali. Il meccanismo si è evoluto per aumentare l'efficienza dell'interazione fra l'animale e l'ambiente. Ogni  evento ambientale che coincide con un segnale noto sarà rapidamente tesaurizzato come nuovo segnale. Quindi, il rumore di cespugli che frusciano che precede l'apparizione di un predatore  (e che scatena la reazione di fuga in un cavallo) diventa rapidamente un segnale che indica di scappare via.

    PREVEDIBILITÀ
    L'addestramento dei cavalli si collega a questa nozione di prevedibilità in un modo molto ben definito. La ragione per cui vogliamo porre tutte le reazioni di un cavallo addestrato sotto il controllo di aiuti leggeri non è solo la nostra convenienza e pigrizia -  è il benessere mentale del cavallo. Il cavallo ha bisogno di segnali non invadenti, privi di dolore per tutti i suoi movimenti sia che sia portato a mano o sia cavalcato. I buoni allenatori e addestratori conoscono da lungo tempo sia l'importanza della leggerezza degli aiuti, che il fatto che se il cavallo ha bisogno di pressioni più forti per motivarlo a fare qualcosa, tuttavia queste pressioni più energiche devono essere sempre precedute da aiuti leggeri. Ma sono stati gli scritti di Piet Wiepkema, scienziato cognitivista olandese, che mi hanno fatto capire per la prima volta il rapporto fra il benessere animale e la natura e la costanza dei segnali che incontra nella sua vita. Pensateci per un po': l'esistenza di ogni animale implica la trasmissione e la ricezione di segnali e/o di "pressioni" dal suo ambiente. I segnali o "pressioni" che hanno significato in relazione con l'ambiente al fine di raggiungere benefici per sè sono innati o appresi, e quelli che riceve dall'ambiente provengono dal mondo fisico o da quello comportamentale (compresi i segnali che provengono dal cavaliere o dal conducente). Negli animali si è evoluta la capacità di offrire e di imparare risposte a segnali leggeri e non opprimenti in modo da non dover sopportare un'intera vita di eventi dolorosi o imprevedibili come un Attacco improvviso da un altro cavallo durante un battibecco per il cibo o per le femmine o anche per prevedere l'attacco di un predatore.  Per esempio, i cavalli imparano presto che prima di attaccare un cavallo porta indietro le orecchie.  [NDT:  pensate al significato di "comprendere" (prendere insieme) e di "understand" (stare sotto)!]

    LA REGOLARITÀ
    Gli animali sono quindi capaci di imparare i segnali che circondano tutti gli eventi che non solo anticipano cose spiacevoli ma anche fatti gradevoli, come l'arrivo di una persona con la carriola - significa cibo in arrivo.  Wiepkema dimostrò che la misura della frequenza con cui uno specifico segnale anticipa un particolare evento è indirettamente proporzionale al livello di stress nell'animale. Se il segnale anticipa sempre lo stesso evento, l'animale è rilassato nella sua riposta al segnale. Pensate alla vostra vita quotidiana. Quello che vi tranquillizza (o no) come adulto è il fatto di aver trovato (o no) modi, generalmente usando il linguaggio, di controllare le vostre risposte agli altri e di controllare il comportamento degli altri. Tutti gli organismi hanno bisogno di rendere il proprio ambiente prevedibile. Meno il mondo è prevedibile e controllabile, più mostreranno stress e tensione. Nell'addestramento dei cavalli, la prevedibilità si ottiene insegnando al cavallo a rispondere nella stessa maniera a un aiuto leggero per ciascuna risposta (fermo,avanti, gira e cedi di gamba). Rispondere allo stesso modo significa rispondere:
     immediatamente a un aiuto leggero,
     mantenendo autonomamente ritmo e tempo,
     mantenendo autonomamente la direzione,
     mantenendo autonomamente il contatto e la Postura,
     con Impulso,
     con tutte le precedenti caratteristiche dovunque e sempre.

    Quindi, quando esaminate le qualità sopra elencate degli aiuti di redine e di gamba, dovete rendervi conto che ogni risposta richiede lo sviluppo di molte proprietà. Queste proprietà devono essere insegnate ad una ad una come vedremo in un articolo successivo.

    Questo è il motivo per cui un addestramento corretto del cavallo è sempre finalizzato alla produzione di un insieme costante di risposte ogni volta che viene dato un aiuto, invece di ottenere un insieme casuale di varie risposte scorrette. La scala di addestramento tedesca è il tentativo umano meglio conosciuto di insegnare la costanza del risultato nell'addestramento equestre. Quello che non è ben conosciuto in alcuna disciplina equestre è che i cavalli problematici sono il risultato di difetti di costanza nella risposta agli aiuti. Piuttosto, chi si occupa dei cavalli descrive  l'addestramento in termini di "desiderio di far  piacere" piuttosto che di risposte agli aiuti.  I cavalli sono frequentemente descritti come "dispettosi", "cattivi", "stupidi" o "focosi" piuttosto che usando dei termini che descrivono cosa le gambe fanno o non fanno in risposta agli aiuti.

    PRIORITÀ DEI SEGNALI
    Nell'addestramento dei cavalli è importante rendersi conto che i segnali anno una priorità. negli stadi veramente iniziali dell'addestramento, il cavallo impara a rispondere alle pressioni, come la pressione della longhina nel condurlo a mano, e la pressione con entrambe le gambe sotto la sella significa di andare avanti mentre la pressione applicata attraverso le  redini significa di rallentare. Tuttavia, i buoni addestratori garantiscono che nel momento iniziale di ogni pressione di redini o  di gamba, vi sia una pressione molto leggera di quel particolare aiuto. Questo accorgimento è conosciuto da secoli ed è descritto minutamente nella letteratura di addestramento classica. Questo aiuto leggero è quindi il primo segnale che il cavallo impara nel lavoro a terra e nel lavoro montato per le azioni di avanti, ferma, gira e cedi la gamba. Il cavallo apprende attraverso il principio Pavloviano (il condizionamento classico) a rispondere alla versione leggera degli aiuti.

    Inoltre, durante questo addestramento il cavallo  impara anche, nuovamente attraverso il principio di Pavlov, a rispondere ai segnali di assetto, di peso e di posizione, associati agli aiuti leggeri di mano e di gamba. I cavalli imparano questi aiuti  con facilità , e talora sfortunatamente molto prima di aver imparato a fondo le pressioni che in effetti obbligano alla risposta. Troppe persone si affidano agli aiuti di assetto o di posizione e dimenticano di approfondire o di mantenere i segnali fondamentali di redine e di gamba. Quindi, imparare a rispondere alle pressioni e agli aiuti leggeri dovrebbe sempre precedere ogni confidenza negli aiuti di assetto o  di posizione. Quando la risposta agli aiuti di assetto e di posizione comincia a mancare o  semplicemente richiede troppo tempo per funzionare e il cavallo non risponde più come dovrebbe, rapidamente dimentica totalmente questi aiuti, come Pavlov aveva previsto.  Pavlov ha scoperto che una riposta condizionata viene soppressa se lo stimolo si dimostra "falso" troppe volte. Se l'aiuto di assetto non produce una risposta affidabile, il cavallo smetterà di rispondere a quell'aiuto. Lo stesso vale per gli aiuti di gamba e di mano - se non funzionano, deve immediatamente essere utilizzata la pressione motivante. È come se il cavallo dicesse: "per favore, non usare una pressione di livello 6, lo farò con un aiuto leggero". Usare il livello giusto di pressione è un'abilità essenziale nell'addestramento dei cavalli - non troppo e non troppo poco.  Sorgono problemi anche quando il cavaliere mantiene la piccola pressione dell'aiuto leggero quando il cavallo ha già risposto. Il cavallo si desensibilizza all'aiuto leggero.

    PERDITE DI PREVEDIBILITÀ
    Tuttavia, il problema con il cavallo che si è desensibilizzato agli aiuti per qualsiasi ragione non è solo che perde la sua risposta ai segnali leggeri. C'è un alto prezzo che spesso va pagato per questo, e si chiama comportamento conflittuale. Il conflitto comprende comportamenti di fuga (ossia veloci) come lo Scarto, la fuga, lo sgroppare, l'impennarsi e il sobbalzo. Accompagna anche questioni di benessere e di salute che comprendono il peggioramento degli Attacchi di Colica, la soppressione immunitaria, alterazioni ormonali e una condizione fisica scadente. Il comportamento conflittuale nasce dallo stress che avviene alle perdite, secondo il punto di vista del cavallo, della prevedibilità e della controllabilità del suo universo comportamentale. Il cavallo tenta di sfuggire alla situazione stressante.

    Il comportamento conflittuale può anche sorgere quando l'addestratore non si pone con coerenza lo stesso obiettivo come risposta ad un aiuto. Quando tutte le caratteristiche di ogni risposta (ritmo, direzione ecc) risultano automatiche per ogni aiuto leggero, il cavallo si rilassa perché l'aiuto predice una risposta precisa. Il mondo del cavallo diventa a questo punto prevedibile. Anche la vita generale del cavallo diventa più calma - manifestazioni come l'ansietà da separazione spariscono come altre tendenze al nervosismo. Questo dipende dal fatto che, contrariamente a quando le risposte sono più casuali e meno precise, il cavallo è a questo punto in grado di "leggere" gli uomini. Questo permette, più di qualsiasi altra cosa,  di stabilire quello che viene chiamato rapporto e fiducia fra i cavalli e gli uomini. Il cavallo non è più insicuro, nitrendo ai suoi compagni come per gridare: "Aiuto, non capisco gli umani, c'è qualcuno laggiù?". Pensateci. Vi capita mai che una piccola pressione con le gambe provochi una riposta corretta mentre una sgambata produce una risposta opposta, per esempio un rallentamento o un comportamento "piggy"?

    I cavalli obbedienti, ben addestrati, sono come i cani obbedienti, ben addestrati - semplicemente non  sfuggono e non si lasciano controllare dall'ambiente. Sono "negli aiuti". Naturalmente ci si può aspettare che i cavalli giovani che escono per le primissime volte siano nervosi, ma dopo circa cinque volte dovrebbero diventare indifferenti a nuovi ambienti se sono negli aiuti e se le loro risposte sono costanti.

    RINFORZO POSITIVO
    Ci sono molte associazioni che introduciamo nel repertorio di segnali del cavallo. Uno dei più importanti è l'acquisizione di un  premio verbale come "Bravo" [in inglese si usa il Good boy=Bravo ragazzo] . Pochi riflettono a come il cavallo acquisisce questo segnale come un Rinforzo positivo, e quindi pochi cavalli rispondono a questo rinforzo in  modo adeguato. Riteniamo che il cavallo capisca cosa intendiamo, come se il cavallo avesse qualche tipo di vocabolario inglese innato nella sua testa.
    Poiché i comandi verbali devono essere appresi, devono essere associati a un rinforzo positivo, come cibo o una grattatina o una carezza alla base del Garrese (un'area che ricercatori francesi hanno dimostrato essere in grado di rallentare la frequenza cardiaca più di ogni altra). Siccome la base del garrese è così vicina alle mani del cavaliere, una grattatina/una carezza in questa zona è il rinforzo positivo più utile. Per insegnare al cavallo a rispondere al "Bravo" la parola dev'essere pronunciata immediatamente prima e contemporaneamente al contatto. La parola e il tono dovrebbero essere sempre gli stessi. Presto l parola diventa capace di evocare lo stesso rilassamento che proviene dal contatto alla base del garrese. Di tanto in tanto la parola dovrebbe essere ri-associata al contatto fisico.

    TEMPISTICA PRECISA
    L'aiuto leggero dovrebbe essere strettamente collegato all'aiuto più forte che lo segue. Non dovrebbe essere separato dal momento in cui arriva il secondo da un intervallo di tempo. Nell'addestramento del cavallo, l'intervallo fra l'aiuto leggero e la pressione più forte dovrebbe essere lo stesso dell'intervallo fra una Battuta e l'altra del ritmo dell'andatura - tutte le risposte dovrebbero essere fornite nell'arco di tre tempi. In altre parole la pressione più forte arriva molto rapidamente dopo l'aiuto leggero. In una frazione di secondo dovete decidere se il cavallo ha risposto in modo soddisfacente all'aiuto leggero, e se non l'ha fatto farlo seguire dalla pressione più forte che è successivamente rilasciata nell'istante in cui il cavallo fornisce la risposta corretta. Questo è il modo in cui il cavallo impara in modo ottimale l'aiuto leggero, e quest'ultimo rapidamente evoca la risposta corretta senza alcun incremento nella pressione dell'aiuto. Si tratta dello scopo dell'intero addestramento del cavallo - trasformare rapidamente  l'addestramento basato sulla pressione-rilascio  nell'uso della versione più leggera della pressione, e successivamente di trasformare questi aiuti in aiuti di assetto, di peso e di posizione. Attraverso un accurato addestramento ripetitivo, alla fine il cavallo impara profondamente le sue risposte agli aiuti leggeri in modo da poter evitare completamente le pressioni più forti.

Articolo pubblicato in The Horse Magazine, Settembre 2004 - Autore: Andrew Mc Lean.

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